Porta della Calcina

Porta della Calcina

Porte della CalcinaÈ una delle porte che si aprivano lungo il perimetro della Cala. Ancora parzialmente esistente in quanto inglobata in strutture murarie e rimaneggiata nel 1994 durante i lavori di ristrutturazione della clinica Triolo-Zancla. Esistente, secondo la testimonianza del Fazello, già nel 1590 ma non ancora nel 1560, come riporta Valerio Rosso, possiamo quindi collocare la sua costruzione nell’arco di tale trentennio. Il Mongitore ci fornisce le misure della porta: ” … fabbricata di pietra d’intaglio, alto il suo vano palmi 16, largo palmi 13 e sopra il vano fino alla volta dell’arco v’era uno spazio murato alto palmi 4″. L’ultima notizia del suo utilizzo risale al 4 maggio del 1684, attraverso la quale uscì la bellissima statua in bronzo di Carlo II per essere trasferita a Messina. Dopodiché fu murata per sempre. (cit. Giardina – Le Porte al presente esistenti) L’architettura di detta porta era limitata ad un semplice fornice con arco a tutto sesto, sotto cui passavano le merci da costruzione (da lì il nome), in pratica come per le altre porte della Cala aveva una funzione utilitaristica e non decorativa. Probabilmente dalla Cala sbarcavano le merci destinate alle attività commerciali e attraverso le varie porte giungevano in città a disposizione delle maestranze che le utilizzavano. Ma di queste notizie non v’è alcuna certezza. Il La Duca, in un suo articolo del 1973 sul Giornale di Sicilia, afferma che il nome “della Calcina” derivi dal fatto che nei pressi di detta porta si vendeva la calce proveniente dalle cave dei monti palermitani.

 

 

 

Hauteville

All’inizio del XI secolo fecero la loro comparsa i primi mercenari Normanni (figli di famiglie senza feudo), che vennero a offrire i loro servigi ai vari signori dell’Italia meridionale che si combattevano tra loro; i discendenti di questi condottieri, dovevano fondare in poco più di un secolo uno dei più potenti regni del Mediterraneo. La prima investitura per i suoi servigi la ottenne Rainolfo Drengot, che si vide conferire dal Duca di Napoli, è la Contea di Anversa (1030). Questo fu il primo nucleo Normanno ad avere un possedimento:nel frattempo,Giorgio Maniace era stato mandato nel 1038, a scacciare gli Arabi dalla Sicilia dall’ Imperatore Bizantino Michele Paflagonio, il Generale Maniace chiese aiuto a Guglielmo d’Altavilla detto Braccio di ferro, il quale con circa 300 uomini tra i quali Drogone e Umfrido arrivarono in Sicilia e misero in fuga gli Arabi dalle città  di Messina e Siracusa, senocchè nel 1040 Maniace dovette ritornare precipitosamente a Costantinopoli, perchè accusato ingiustamente di tradimento dall’Imperatore Costantino IX il quale geloso dei suoi successi lo vedeva come un possibile pericolo per il suo Trono, Maniace Lasciò a Messina la Moglie e il figlio Crisafo, (da questi nasce la dinastia dei Crisafi, Grisafi, Grifasi) il quale abbandonato anch’egli dai Normanni che per strategia militare avevano lasciato l’isola, nulla potè fare perchè¨ le terre occupate in precedenza da suo padre tornassero in mano Araba.

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